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PARROCCHIA SAN CARLO, VIA BORROMEO 13, 20831 SEREGNO MB, DIOCESI DI MILANO 
TELEFONO E FAX 0362 1650197, E-MAIL seregnosancarlo@chiesadimilano.it
 i testi sulla storia della Parrocchia
 TitoloDescrizione
La Chiesa Parrocchiale di San CarloStoria e descrizione della Chiesa e del suo Campanile
San Càrlu, su la strada tra Dés e SerègnStoria dell'Oratorio di San Carlo
Beato chi abita la tua casa, sempre canta le tue lodiDall'Oratorio in Cassina Arienti alla Chiesa di San Carlo
San Carlo "ad nives"La costruzione della Chiesa di San Carlo
Beati i morti che muoiono nel SignoreStoria del Cimitero di San Carlo
Il Santo ChiodoLa statua di San Carlo Borromeo con il Santo Chiodo venerata nella Chiesa Parrocchiale
Il buon pastore dà la sua vita per le pecoreLa vita di San Carlo Borromeo
Benedetto Colui che viene nel nome del SignoreAlfredo Ildefonso Schuster e la Parrocchia di San Carlo
Immagini di una presenzaCinquanta fotografie per i cinquant'anni di Don Giuseppe Pastori a San Carlo
Autore: Sereno Barlassina.

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 documenti storici della Parrocchia
 TitoloDescrizione
Incarico a Don RenatoLettera del Vicario Episcopale Padre Patrizio Garascia (anno 2012)
Trasferimento di Don AlessandroLettera del Vicario Episcopale Padre Patrizio Garascia (anno 2012)
Trasferimento di Don GiovanniLettera del Vicario Episcopale Mons. Armando Cattaneo (anno 2012)
Reverendo e caro Don Giuseppe ...Lettera del Cardinale Dionigi Tettamanzi per il centenario della Parrocchia (anno 2005)
Archiepiscopus Andreas Carolus ...Decreto di costituzione della Parrocchia (anno 1905)
Archiepiscopus Andreas Carolus ...Decreto di costituzione della Confraternita del Santissimo Sacramento (anno 1905)
Curatore: Sereno Barlassina.

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 altri documenti

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 altre pubblicazioni
 TitoloDescrizione
Un Sancarlino alle OlimpiadiLuigi Arienti, medaglia d'oro a Roma 1960
Fratelli d'ItaliaI caduti di San Carlo nella grande guerra
Autore: Sereno Barlassina.

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SAN CARLO BORROMEO

 

 

 

Luglio 2016, Don Alessandro Chiesa ha iniziato il suo nuovo Ministero a Villasanta. Ecco il suo commiato pubblicato sul numero di giugno de "L'Amico della Famiglia". 

 

Un bilancio...un auspicio...un saluto...
 
Come ormai tutti certamente sapranno, l'Arcivescovo mi ha chiesto di assumere un nuovo incarico ministeriale nella diocesi Ambrosiana: dal prossimo 1 Luglio inizierà infatti il mio ministero come parroco della comunità di Villasanta.
Vorrei approfittare di questo spazio sull'Amico della Famiglia per congedarmi dalla comunità di San Carlo che in questi quasi quattro anni ho potuto conoscere, servire ed amare; lo faccio con queste tre parole che, mi sembra, possano ben riassumere i sentimenti e le speranze con i quali concludo il mio servizio pastorale in questa parrocchia: un bilancio, un auspicio, un saluto.
Prima di tutto un bilancio. Quando nel 2012 il vicario espiscopale, in accordo con don Bruno, mi affidò la cura pastorale del quartiere san Carlo, ricordo che trovai una comunità che si sentiva un po' abbandonata, trascurata, relegata ai margini della città e della stessa chiesa di Seregno. Se mi è concesso un paragone forse un po' forzato, era come aver incontrato una di quelle piante che stanno ormai perdendo le foglie: la prima reazione istintiva sarebbe quella di buttare via tutto; ma poi, con pazienza e fiducia, inizi a potare le parti secche, rincalzi la terra nel vaso, ti prendi cura della pianta... ed ecco che pian piano ricomincia a germogliare. E quando questo avviene ti rendi conto che proprio in quella pianta che sembrava ormai secca, in realtà scorreva ancora la linfa vitale ed è unicamente lo scorrere di questa linfa che le consente di germogliare di nuovo. Le prime domeniche che trascorsi a San Carlo trovai l'oratorio semi deserto, ma poi, poco a poco, ecco spuntare ragazzi, adolescenti, giovani, che con impegno e passione hanno ridato vita e reso possibile la rinascita di un oratorio e direi anche di un quartiere. Certo (come dirà qualcuno dei noti lamentoni) si poteva fare di più, si poteva fare questa o quell'altra cosa... ma credo che sia più opportuno e onesto non lamentarsi per il bicchiere mezzo vuoto, ma apprezzare insieme la bellezza e la bontà di quello mezzo pieno: in questi anni abbiamo celebrato insieme circa 1800 messe; 76 bambini sono stati rigenerati nell'acqua del battesimo divenendo figli di Dio; ben 122 bambini hanno ricevuto per la prima volta Gesù nel loro cuore e 97 ragazzi la pienezza dello Spirito attraverso la Confermazione; infine 21 giovani coppie sono diventate delle famiglie cristiane consacrando il loro amore davanti all'altare. Mi pare che questi numeri non vadano letti come freddi e sterili dati statistici, ma come segno efficace della grazia di Dio viva e presente in mezzo a noi: è questa la linfa vitale che mai dovrà mancare in una comunità e che sola è capace di produrre nuovi germogli.
La seconda parola è un auspicio. Mi piacerebbe davvero che nulla vada perduto di quanto abbiamo iniziato insieme. E questo sarà possibile nella misura in cui ciascuno si sentirà coinvolto in prima persona nel costruire, passo dopo passo, mattone dopo mattone, il futuro di questa parrocchia e di questo oratorio. Sono convinto (e questa non è una convinzione di fatto, ma nasce dall'averlo sperimentato in questi anni) che ci siano da parte di tutti le motivazioni, le forze e le capacità per portare avanti con entusiasmo quanto abbiamo iniziato a costruire insieme. Ma la condizione per fare tutto ciò sarà, come direbbe papa Francesco, non costruire muri ma gettare ponti fra di noi: non tornare cioè a erigere le "barricate dei ruoli", a rinchiudersi nell'ottusità di un clan di vecchi amici, ma essere aperti e accoglienti verso tutti, senza pregiudizi, senza settarismi, mettendo cioè in pratica ciò che San Paolo chiedeva, anzi pretendeva dai suoi cristiani: «amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda» (Rm 12,10).
Ed infine un saluto per il quale prendo di nuovo in prestito le parole di Paolo: «Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il Vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari» (1Ts 2,8). Quando un prete inizia il ministero in una comunità i tanti volti che incontra gli sembrano estranei, sconosciuti... ma quando lascia quella comunità, quei volti gli divengono cari, famigliari, perché ha condiviso un pezzetto della loro storia, ha imparato a conoscerli, ad apprezzarli, a servirli, a custodirli, a voler loro bene. Salutando di cuore ciascuno di voi, desidero anche scusarmi per tutte le volte che non sono stato all'altezza delle vostre aspettative o per quando il mio carattere un po' scontroso (so bene di essere un po' orso ogni tanto) non ha manifestato accoglienza e apertura verso tutti. Di ognuno di voi custodisco un ricordo bello, una parola che ci siamo detti o una risata che abbiamo fatto, una fatica che abbiamo condiviso o anche una lacrima che ha rigato i nostri volti: un pezzetto della vostra vita insomma... pezzetto che porterò sempre con me!
Basta ora... sennò scadiamo nel patetico...

Ciao a tutti! E grazie a voi di tutto!

Con affetto.

Vostro don Ale.

 

  

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AUGURI, DON GIUSEPPE!!!
Don Giuseppe Pastori compie 90 anni.
E' Sacerdote da sessantacinque anni ed è con noi da oltre cinquanta.
I più fervidi auguri da tutta la comunità di San Carlo!

 

 

"internet aiuta a creare una comunità in cui non esistono periferie lontane dal centro,
 nella quale tutte le realtà diocesane e tutte le Parrocchie sono in collegamento diretto l'una con l'altra."
Cardinale Dionigi Tettamanzi
già Arcivescovo di Milano

 

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